Ivana Di Martino ReXist Run

ReXist Run – La resistenza di Ivana

Storie di Runner
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Una donna speciale, che ha saputo affrontare il dolore e trasformare la sofferenza in energia e voglia di vivere.

E’ il 29 ottobre del 2014, un mercoledì come tanti. C’è ancora una temperatura stranamente mite a Milano, sembra quasi che le ultime propaggini dell’estate non vogliano lasciare strada al freddo e all’umidità dell’autunno. Nei bar e negli uffici si fanno le solite battute sulle mezze stagioni che non ci sono più, o si butta lì qualche frase preoccupata sui cambiamenti del clima. Ma tutto sommato fa piacere camminare ancora in giacca leggera sotto i raggi del sole, e tutti oggi sembrano di buon umore. Per i runner poi, questo clima è un richiamo irresistibile.

E’ più o meno l’una del pomeriggio, la ciclabile che corre lungo il Naviglio Grande, da San Cristoforo a Corsico e poi oltre fino a Gaggiano, è quasi deserta, d’altra parte è un normale giorno di lavoro. Quella sottile striscia di asfalto che corre tra la campagna e la ferrovia da un lato e il letto tranquillo del canale dall’altro, è da sempre uno dei luoghi prediletti dai runner milanesi: un percorso di oltre dieci chilometri protetto dalle auto, sempre frequentato, e considerato da tutti sicuro.
Proprio lungo quella stradina, che ha percorso tante altre volte, sta correndo Ivana. Forse mentre corre pensa. Pensa alle cose che avrà da fare nel pomeriggio, ai suoi tre bambini che magari dovrà accompagnare a qualcuno degli impegni sportivi che i ragazzini hanno sempre. Forse pensa al lavoro, e a quella mail che si è dimenticata di mandare. Forse pensa al prossimo film che le piacerebbe vedere con suo marito. O forse non pensa proprio a niente, si lascia solo accarezzare dal sole leggero, dall’aria fresca, si lascia attraversare dai riflessi del cielo azzurro nell’acqua. Sente le gambe che girano da sole, e sta bene.
Non lo sa Ivana, non lo sa ancora, che questa non è una giornata qualunque. Questo è un giorno che vorrà dimenticare, ma dimenticarlo sarà davvero difficile.

Ha corso per quasi cinque chilometri, e ha sete. Si ferma a bere a una fontanella in un piccolo parco accanto alla ciclabile. Inaspettato, improvviso e sconcertante su di lei si abbatte un uragano. Mani sconosciute la afferrano, una lama le preme sulla pancia. Ivana è sopraffatta dal terrore, non capisce più nulla, la sua coscienza istintivamente si spegne, incapace di affrontare una violenza così cieca. Quando la sua luce si riaccende, lei sta ancora correndo, corre fortissimo, sta scappando. Non sa come sia arrivata di nuovo lì, non sa come sia sfuggita a quell’uragano, che cosa l’abbia salvata dal branco di lupi. Ivana adesso è solo un gomitolo di terrore che corre. Corre e urla, come se insieme alle urla potesse uscire da lei anche tutta questa paura. Due ragazzi la soccorrono, la portano tra braccia amiche. Ivana non regge più, sviene.

Da quel 29 ottobre la corsa di Ivana Di Martino è stata sicuramente più difficile, e probabilmente lo sarà ancora. Ma per fortuna lei non si è arresa al dolore e al peso sordo della violenza: quello che vogliamo raccontarvi ora è il suo nuovo progetto, l’avventura in cui ha deciso di lanciarsi. Si chiama ReXist Run, è il nome non è certo scelto a caso.
Si tratta di un viaggio che Ivana intende compiere, una corsa a tappe di 700 Km attraverso l’Italia, da Ovest verso est. Otto tappe, in media 88 Km ciascuna, partendo da Ventimiglia, per arrivare a Muggia, al confine con la Slovenia, attraversando cinque regioni. Potrebbe sembrare un progetto folle, e in parte forse lo è, ma Ivana la affronterà con coscienza e buon senso, con una seria preparazione atletica, e facendosi aiutare da un team di persone competenti.
Perché lo faccia, Ivana lo spiega nel suo blog, e il messaggio che si sente di lanciare lei lo descrive così: “a volte esistere è anche resistere, superando ogni ostacolo, affrontando sempre nuove avventure, che aiutano a diventare ancora più forti, scoprendo di poter fare cose che non si pensava di poter fare”.

Un’altra ragione per cui ci piace molto questo progetto e per cui intendiamo sostenerlo e seguirlo, è che Ivana intende promuovere con questa avventura anche l’attività di Dynamo Camp, un’organizzazione che si propone di aiutare i bambini affetti da patologie oncoematologiche e da diverse altre patologie invalidanti, permettendo loro di trascorrere dei periodi di svago e divertimento in una struttura attrezzata nel cuore della Toscana.

In bocca al lupo Ivana!

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